Ferrari, da domenica in Brasile già si guarda al futuro?

Ultime partenze da Maranello per il Brasile dove in casa Ferrari potrebbero prendere delle decisioni importanti per quanto riguarda le soluzioni tecniche da adottare in particolare per quanto riguarda la monoposto n°16 di Charles Leclerc.

Il pilota monegasco, per evitare sanzioni sullo schieramento di partenza deve continuare ad utilizzare la evoluzione 2 del proprio motore dopo le perdite dall’impianto idraulico che hanno “ammutolito” il suo evo3 super” costringendo alla sostituzione sulla SF90, recessiva a fronte delle prestazioni, del propulsore con un ritorno all’antico in quanto il motore che è rimasto “danneggiato” faceva già parte dell’ultima opportunità numerica consentita dal regolamento sportivo in vigore.

Continuare su questa strada significa che per lui esiste un debito di potenza e prestazioni a fronte degli avversari di Mercedes e Red Bull ma anche del compagno di squadra Sebastian Vettel.

I tecnici della Ferrari presenti in Brasile, in particolare a fronte delle risultanze dei test che sono in corso al reparto dinamico di prova dei motori nella struttura facente capo alla vecchia sede della GES in via Ascari 55, devono valutare le varie opportunità anche in funzione degli apporti del risultato finale nella classifica del campionato piloti di quest’anno per sancire a chi potrà aspettare il terzo gradino del podio alle spalle dell’accoppiata Mercedes, Lewis Hamilton per la sesta volta iridato, e Veltteri Bottas.

Si mormora, infatti a Maranello e dintorni, che in Ferrari potrebbero cogliere l’opportunità per sperimentare in pista la versione “base” del propulsore previsto per la prossima stagione. Un succulenta opportunità per Zimmerman e soci del progetto motori per avere dei parametri concreti su cui poter continuare a lavorare e non solo delle simulazioni.

Una scelta, quella di montare questo inedito propulsore, che andrebbe a richiedere un sacrificio a CL#16 per quanto riguarda la posizione sullo schieramento di partenza ma anche l’opportunità per un passo concreto nella prossima stagione. L’ultima in cui le rispondenze tecniche fanno parte di un passato della F1 mentre dal 2021 troppe cose andranno a cambiare.

Alla fine ogni decisione deve essere presa collegialmente tra l’interessato e Mattia Binotto che deve pensare al futuro, piuttosto che al risultato spicciolo di domenica prossima e dell’attuale mondiale piloti.