SF90 in versione “veloce” per Leclerc e Vettel nel fine settimana di Monza

Domani sarà possibile scoprire, almeno in parte con la presenza delle monoposto ai box, quali sono le scelte tecnico-aerodinamiche che i tecnici della Ges a Maranello hanno potuto elaborare all’indomani del test effettuato sul circuito brianzolo subito dopo il G.P. d’Ungheria per creare una versione “veloce” della SF90.

Una parte del lavoro ha dato un esisto positivo in occasione del G.P. del Belgio a Spa dove la monoposto ha consentito ai suoi piloti di essere sempre al vertice delle singole classifiche cronometrate con la loro presenza in pista.

Leclerc e Vettel hanno dominato in lungo ed in largo e solo una strategia che non ha avuto i crismi della perfezione ha impedito di ottenere una doppietta a podio per entrambi, oltre alla vittoria del monegasco.

Il tracciato di Monza è particolare quanto basta ed una cosa è certa: una monoposto deve essere il più scarica possibile per quanto riguarda l’incidenza di spoiler ed alettoni affinché si manifesti la minor resistenza possibile all’aria nei lunghi e velocissimi rettilinei che lo caratterizzano.

Ad un minor carico aerodinamico, definiamolo esterno, si deve compensare con una carico che si possa recuperare utilizzando tutte le altre componenti della monoposto che alla fine devono comunque dare come somma in assoluto e sempre “quota 100”.

I segreti della SF90 in versione “veloce” controllati dai meccanici

Quota 100% che si eleva di volta in volta con l’incremento delle prestazioni. Sembra, dicasi sembra, in quanto tutto il lavoro effettuato nel corso di quei 100 km possibili e sviluppati da Charles Leclerc sono stati secretati e nulla di concreto, salve fatte le opportune ipotesi, è trapelato con immagini e suggerimenti.

Sembra che le opportunità di lavoro sulla parte relativa all’aerodinamica corrano su due strade parallele e solo dopo il responso della prima giornata di prove sarà possibile elaborare una veste definitiva con cui far debuttare la SF90 “veloce” in pista per qualifiche e gara.

Trovata la soluzione relativa alla minore resistenza all’aria è necessario definire le modalità di utilizzo del motore in “evoluzione 3” che sarà quello da utilizzare, poi, sino alla fine della stagione senza dover incorrere in penalizzazioni per l’utilizzo di un quarto esemplare dello stesso.

Vettelconcentrato alla ricerca del suo riscatto per una vittoria platonica in quanto il mondiale è una chimera aperta solo per la matematica

Sempre in occasione di quei “famosi” 100 km. percorsi da Leclerc è stata portata in pista una prima versione di questo motore che ha vissuto il suo debutto in pista in simbiosi con una nuova tipologia di carburante messa a punto proprio per questo propulsore e con l’opportunità, grazie anche all’utilizzo di lubrificanti più efficienti che riducono gli attriti parassiti, di poter disporre dai 20 cavalli in più di potenza.

Una potenza maggiore a livello costante, mentre, all’occasione ma solo sporadicamente, questa potrebbe essere ulteriormente incrementata sia in qualifica sia in gara.

I dati raccolti in pista hanno consentito un ulteriore rielaborazione nella regolazione al banco per avere la base con cui presentarsi in pista.

Vettel impegnato in curva

Sempre dai sussurri e grida da Maranello GES Ferrari e dintorni si parla di velocità massime raggiunte veramente molto interessanti. Velocità di punta rapportate alla disponibilità di pneumatici da test che non sono per nulla parenti con quelli che si potranno utilizzare nel fine settimana e che dovrebbero garantire una maggiore velocità di percorrenza e di uscita dalla curva Parabolica in particolare e che è poi il vero dato con cui ci si può garantire la massima velocità prima del punto di staccata alla prima variante.