Sussurri e grida dalla GES Ferrari e non solo

Era più che ovvio che mancanza, non solo, di vittoria nelle prime 5 gare della stagione e con un dominio così ecclattante della Mercedes non richiedessero degli aggiornamento all’interno dello staff tecnico.

Una riorganizzazione che sembra avere un pilastro già acquisito ed un altro clamoroso e tutto da costruire.

Il primo pilastro, che sembra già acquisito, sarebbe proprio quello di Simone Resta che a metà della passata stagione, da responsabile del progetto della F.!, fu “inviato” da Sergio Marchionne ad Hinwill, Svizzera per far risorgere nel più breve tempo possibile la Sauber che stava diventando sempre più Alfa Romeo.

Una trasferta di cui si sono sentiti i “postumi” , come era già avvenuto nel passato in Ferrari quando vi erano state delle rivoluzioni di primavera, nella seconda parte della passata stagione.

Errori di Vettel a parte la monoposto non ebbe quello stesso trend d’ evoluzione necessaria per consentire al pilota tedesco di gareggiare alla pari con Hamilton perdendo, non solo il titolo iridato dell’anno passato, ma anche la disfida personale su chi sarebbe stato, tra i due, il primo ad acquisire il proprio 5 titolo iridato.

Per Vettel fu uno smacco non da poco, specialmente dal unto di vista psicologico, perché ha cominciato ad innestare un vortice di considerazioni che lo indicano come un pilota sopravvalutato, visti i risultati dopo l’uscita della Red Bull con cui ha vinto 4 titoli.

Il ritorno di Simone Resta sarebbe legato alla creazione di un nuovo gruppo di lavoro dedicato alla evoluzione degli studi per la monoposto del 2021.

Anno in cui oltre alla nuova misura nel calettamento dei pneumatici, si passa ai 18″ per avere moderne spalle ribassate come in tutte le altre competizioni, che richiede una rivoluzione nello studio delle sospensioni, un impegno economico che si valuta oltre i 20 milioni di euro di progetto e sviluppo di base.

Poi vi sono le rivoluzioni relative a quelle che la Fia, per piacere ai nuovi organizzatori di Liberty Media, sta programmando per avere sulle monoposto molte parti comuni, come era una volta nel supermercato della F.1 in Inghilterra, allora erano compresi anche i motori Ford, onde cercare di portare in F.1 altri competitors.

Simone Resta ed i suoi uomini si troverebbero pertanto dover veramente partire da una schermata in bianco non appena il dettato tecnico della Fia per quella F,1 con inizio del nuovo accordo economico tra le squadre e gli organizzatori sarà definito.

La Ferrari, Vettel e Leclerc non si pensa che possano avere la pazienza di aspettare con un altro anno di transizione per il 2020, altre rivoluzioni sono in atto in questi giorni pensando anche di cautelarsi in particolare per quelle che possono essere uscite di notizie di un certo interesse.

Dopo i risultato delle prove della scorsa settimana, cui ha partecipato Antonio Fuoco che ha portato a casa un bagaglio di tante e concrete esperienze, da riordinare è la gestione di tutto l’apparato del simulatore, il Ragno come lo chiamano in Ferrari.

Anche in questo caso si parla degli uomini impegnati, compresi i piloti neo assunti dalla F1 che sembra abbiano invece delle difficoltà nel rapporto con l’apparecchiatura e le sensazioni estrapolate.

Tra i mormorii vi sono anche quelli che interessano Aldo Costa, ex Ferrari, fautore dei successi più recenti in casa Mercedes e da quest’anno collaboratore di prestigio, ma esterno con sede domiciliata in Italia.

Una trasposizione molto importante. Bisogna vedere come Toto Wolff considera la cosa ed effettivamente potrebbe esservi un muro contro muro per salvaguardare i risultati delle sue conoscenze sul lavoro fatto per ottenere le attuali monoposto.