Barhain: è l’ora della verità

In Ferrari si lavora a tutti i livelli per definire un nuovo aspetto della SF90 in particolare per quanto riguarda quelle che sono le prestazioni “mancate” in occasione del Gran Premio d’Australia, dove si sono palesate troppe carenze prestazionali a fronte degli avversari, non solo della Mercedes.

Mentre tutta la squadra è pronta ad esplorare le nuove regolazioni che sono state proposte dalle simulazioni effettuate sul retro della Ges a Maranello con il “ragno”, così citato per la forma che caratterizza il simulatore con tutti i suoi gradi di movimento nello spazio che lo contiene, sempre a Maranello si continuano ad esplorare situazioni estreme, per vedere come e se possono essere utili per far si che la SF90 non si “becchi” ancora quasi 1″ a giro, anzi che possa rifilare quei decimi, anche pochi, ma indispensabili per acquisire la zona alta del podio.

Non si può permettere che la Mercedes ed i suoi piloti possano proseguire la fuga iridata avendo la complicità della Red Bull cui il nuovo motore Honda sembra aver messo le ali per parafrasare il “motto” del prodotto bibitaro commercializzato e si è posta come “cuscinetto” tra le monoposto anglo-tedesche e le Rosse di Maranello.

L’obiettivo primario è quello di trovare un assetto che possa consentire un maggior sfruttamento, nel tempo e non solo sul giro singolo, dei pneumatici disponibili che sono identici per tipologia e numero di treni disponibili a quelli delle avversarie dirette.

Nell’esame complessivo delle cose è emerso che bisogna cambiare la strategia di utilizzo della “power unit”, intesa come opportunità di carica veloce delle batteria ed utilizzo delle stesse quando è necessario imprimere la potenza sussidiaria al motore endotermico in ogni punto del tracciato.

Bisogna sfruttare meglio anche le opportunità espresse dalla maggiore quantità di carburante disponibile in assoluto mentre la quantità utilizzabile all’istante è rimasta quella fissata in precedenza.

Nel complesso deve inoltre emergere una maggiore “prestazione” anche da parte dei piloti. Se Leclerc dovesse presentarsi più veloce di Vettel deve essere lasciato libero di andare all’attacco che lo stesso può essere indicativo di una messa alle corde degli avversari. In caso contrario per il tedesco la priorità del risultato.

Nella foto, per concessione della Ferrari spa, questa è la visuale che a Maranello vogliono proporre agli avversari.