Piste ciclabili la segnaletica è caotica o anche inesistente


Le piste ciclabili riempiono le bocche dei così detti ben pensanti. Gli stessi però difficilmente hanno una conoscenza diretta del sistema e del problema che rappresentano la presenza dei ciclisti all’interno del sistema della mobilità.

Problema per il resto dei mezzi, le patenti dei guidatori presenti nella mobilità ma anche per l’incolumità di se stessi che amano tanto sentirsi utenti deboli, mentre sono invece molto più spesso “trasgressivi” delle regole esistenti.

Quello che mette più pensieri, se si presta attenzione alla loro definizione pratica, è la “leggerezza” con cui la realizzazione e la definizione delle piste ciclabili viene definita, deliberata alla circolazione e peggio ancor di più per la tipologia di utilizzazione sia dagli utenti italiani sia di coloro che provengono da altri paesi.

Il caso lampante è rappresentato dalla pista ciclabile che è in fase di definizione nella zona di Via Emilia est. L’assetto della segnaletica verticale, comunque posta un po’ troppo in alto, ed anche di quella orizzontale, spesso assente, è differente da un incrocio all’altro, per cui i ciclisti traggono il loro “coniglio dal cappello a cilindro” e si sentono autorizzati ad attraversare gli incroci senza rallentare e ad una velocità tale da non essere in grado di fermarsi in tempo utile per evitare l’impatto con l’eventuale mezzo che si avvicina al limite orizzontale che segnala il dare la precedenza alla strada principale e posto a valle della segnaletica degli attraversamenti pedonali e ciclabili che sono spesso in simbiosi.