Hamilton e la Mercedes non lasciano che le briciole agli altri

Lewis Hamilton e la Mercedes non hanno lasciato agli avversari, in particolare la Ferrari, le briciole di quello che ci si poteva aspettare a Yas Marina, ultima gara della stagione che si poteva correre senza strategie e patemi visto che tutto era già stato deciso per i campionati.

In casa Ferrari è scoppiato di sicuro un allarme affidabilità con due monoposto fermate Raikkonen ed Ericson, da un problema che ha interessato, sia pure indirettamente, il motore per un problema definito elettrico.

Pioggia che non ha attecchito su un asfalto molto caldo ed il capottamento della Renault ad inizio gara.

La monoposto franco-inglese è rimasta a ruote all’aria con un principio d’incendio ed il pilota incolume ma bloccato dall’Halo che gli ha precluso ogni possibilità di uscire all’abitacolo, sino a quando i soccorritori non hanno riportato la monoposto sulle 4 ruote, si fa per dire.

Tutto è bene quello che finisce bene ma la cosa deve essere valutata come un avvertimento per il futuro per due motivi:

Il primo la presenza di un principio d’incendio che se fosse stato un incendio vero, essendo ad inizio gara quindi con molto carburante a bordo, avrebbe creato serissimi problemi ricordandoci quanto successo a Zandvoort alcuni decenni or sono con decesso del pilota ucciso dai fumi dell’incendio della sua monoposto.

Il secondo: se le condizioni del pilota non fossero state quelle del primo momento ma improvvisamente aggravate come successo a Zeltweg durante una sessione di prove, in quel caso in una sessione di prove, lo sballottamento che poteva subire il pilota, la sua testa in particolare, nel raddrizzare la monoposto, avrebbe potuto essere molto grave dal punto di vista “clinico”.