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Monaco: una doppietta da replicare per la Ferrari, altrimenti………

La Ferrari ha una doppia “doppietta” da replicare. Il doppio risultato nella passata stagione quando le rosse di Maranello si accaparrarono qualifiche e due posti sul podio.

Una necessità assoluta perché altrimenti Hamilton, che ha già un cospicuo vantaggio in punti su Vettel potrebbe prendere in volo ed andarsene nella classifica iridata, costringendo la Ferrari ad un inseguimento “disperato”.

I presupposti vi sono. La SF71H ha dimostrato un inizio di stagione interessante dal punto di vista tecnico, un pò meno quello strategico.

Da domani sono indispensabili, come peraltro in tutte le altre gare prestazioni sì ed affidabilità in particolare. Qui oltre all’efficenza di tutti i componenti meccanici della monoposto è necessario avere una perfetta sintonia tra pilota e monoposto, altrimenti perdere posizioni, nello schieramento di partenza, è un gioco da ragazzi.

Stesso dicasi per le strategie di gara tenendo conto di quanto sia “impossibili” i sorpassi se chi ti precede intende, giustamente, difendere la posizione. Su questo tracciato ed in soli 260km. di gara, basta starsene in una posizione “ambigua” a fronte della larghezza della sede stradale ed il sorpasso diventa, se non impossibile, un assalto all’arma bianca con tutte quelle che possono essere le conseguenza del caso.

Il più piccolo degli errori può vanificare un lungo particolareggiato lavoro effettuato nelle singole factory per preparare una monoposto “unica, adeguata esclusivamente a questo tracciato cittadino che tutti criticano ma in cui non vogliono certo mancare.

Una vittoria al G.P. di Monaco ha una valenza decisamente superiore per la storia, il glamour e l’unicità del tracciato. E’una vittoria paragonabile a quelle che si ottengono a Spa e Monza.

Oltre alla necessità di un elevato carico aerodinamico, specialmente alle basse velocità, i tecnici diretti da Mattia Binotto hanno lavorato molto sulla disposizione di quella che è l’erogazione della potenza da parte della Power Unit.

Ai piloti non serve avere a disposizione quella massima in assoluto, ma quella che si può distribuire nella parte medio alta dei regimi di rotazione: Range che è tra quelli più presenti nella percorrenza di questo tracciato.

Molta attesa, ma non solo in Ferrari, vi è per il comportamento della nuova caratteristica di gradazione del battistrada, la più “morbida” tra quelle studiate e messe a disposizione dal fornitore unico che peraltro ha anche definito i limiti di pressione e di regolazioni delle sospensioni in cui viene garantito l’utilizzo, in sicurezza, delle stesse.

Nelle prove libere, in particolare anche se non si svolgono all’ora in cui partirà la gara, bisogna intuire quali sono gli assetti necessarie consentirne lo sfruttamento migliore durante la gara stessa visto che si ipotizza che saranno in grado di prestazioni “miracolose” sia nei tempi sul giro sia sulla distanza.