Sono passati quasi 3 lustri dalla nascita travagliata della “Pista di guida Sicura” e ancora non si è arrivati ad un vero autodromo

I modenesi dovrebbero potersi guardare indietro per ricordare la lunga travagliata storia piena di paletti e trappole per quella che era nata per essere la “Pista di Guida Sicura”.

Un progetto molto interessante che però non è mai stato realizzato per poter utilizzata nella sua concretezza, segno evidente e concreto che la sicurezza stradale non interessa a nessun livello sul concreto fatto salvo riempirsi la bocca di parole. Evidentemente non paga.

I resoconti di allora 2005

Travagliata, come non mai, la decisione del Consiglio Comunale di Modena per approvare la delibera relativa alla concessione del diritto di superfice per la costruzione di una “Pista di Guida Sicura”.
Concessione a favore della Vintage srl. e che coinvolge una superfice di un paio di centinaia di metri quadrati di terreno, a fronte del Milione e passa acquistati dal Comune, negli anni 70, per la realizzazione, allora, di un Autodromo vero.
Spaccature politiche, nella maggioranza (centro sinistra), astensioni dalla minoranza (centro destra).

Ci sarà anche un “gattile” ad intralciare quello che sarà l’iter successivo. Dopo 35anni, è dal lontano 1970 che la municipalità di Modena e le forze politiche odiano l’automobilismo, è stato ufficialmente consacrato il “funerale cittadino” all’ Autodromo.

Vocabolo sparito dal lessico locale all’unanimità degli schieramenti, nella citta che loro si piccano di sbandierare come eccellenza del settore. Si è concretizzato l’ennesimo … “misfatto”.

Ora la Vintage ha due anni di tempo per dare il via ai lavori cominciando pertanto a versare il canone annuo di 50.500€, per 55 anni.

E’ il 50% di quello che il Comune invece paga per tutto il restante 75% dell’area a suo tempo acquisita.

Dal 2007 vi dovrebbe essere l’inizio dei lavori per una “cattedrale nel deserto” necessaria per sanare un contenzioso civile per la revoca di precedenti diritti di superfice sempre a favore della Vintage.

E’ prevista una pista di circa 2100 metri di lunghezza, senza nessuna valenza specifica che vada oltre a quello che interessa a Ferrari, Maserati Lamborghini a fronte dei circuiti esistenti ( sia quelli di proprietà del gruppo, che quelli esistenti in Regione), ovvero con un rettilineo di oltre 1800 metri.

Al centro del pianeta Modena, (si ricorda che i pianeti sono i corpi celesti che brillano di luce riflessa e non emanano luce propria come le stelle), Terra di Motori e dell’eccellenza tecnologica, verrà fatto un pezzo di asfalto di 2100 metri che non accontenta ne serve a nessuno, fatte salve le scuole guida, ed i radunisti che da allora in poi non avranno più possibilità di esprimersi sulla pubblica strada.

Per giunta, come se non bastasse, il li vello della pista è prevista a 5 metri sotto quello di tutto il piano di campagna circostante dopo che sarà esaurito tutto lo sfruttamento del giacimento di ghiaia esistente. Ovvia conseguenza sarà l’ incremento dei fattori negativi tipici della zona, come la presenza di nebbie ed un ulteriore ristagno di eventuali inquinanti. Non si deve parlare assolutamente di “agonismo”, gli ambientalisti chiedono infatti una presenza massima di 10 vetture in pista con restrizioni al massimo livello per quanto riguarda le emissioni acustiche e le ore del giorno in cui si potrà fare attività. Niente gare pertanto e, affinchè non vi siano dubbi, non verrà realizzata nessuna struttura idonea, tantomeno quelle per un eventuale pubblico.
La Modena dei Motori avrà il suo ghetto.