Tanto lavoro da fare alla GES di Maranello: è d’obbligo diminuire il sottosterzo

La squadra Ferrari è rientrata da poche ore dall’Australia, a Maranello, e subito i tecnici sino sono messi al lavoro per capire appieno cosa è comunque mancato a fronte di un successo complesso, ottenuto in apertura di questo mondiale di F1.

Il risultato della gara ha ulteriormente confermato come ormai un Gran Premio di F1 e quello che viene definito Campionato Mondiale Piloti, non ha più quella valenza che aveva nel passato.

Il pilota è ora un esecutore materiale della sintesi di un lavoro di squadra che nasce dalla progettazione della monoposto, il suo sviluppo stagionale, la messa a punto di gara in gara, come ci si deve comportare in funzione di quelle che sono le situazioni contingenti che si creano di momento in momento.

Il pilota vede cosa succede nella sua sfera “d’interesse” mentre dai box hanno una visuale delle situazioni in pista che porta a prendere delle decisioni che hanno la necessità di avere quella stessa rapidità di quelle che il pilota deve prendere per effettuare un sorpasso.

Una vittoria che ha replicato quella della passata stagione ma si è presentata in condizioni tecniche e prestazioni differenti. Un livello inferiore nel confronto tra le due monoposto che è stato evidenziato anche dal vincitore, Sebastian Vettel, che ha mantenuto, nonostante un risultato positivo, la lucidità di analizzare la situazione per aprire la discussione con i suoi tecnici e spronarli a trovare una soluzione in termini brevi, ovvero entro la prossima settimana, in occasione del secondo appuntamento iridato.

Senza mezzi termini il tedesco ha espresso molte perplessità su quelle che sono le condizioni d’aderenza della “Loria” quando con le gomme dotate di battistrada più morbido, deve inserirsi in curva.

Non lo fa con quella sicurezza ed univocità di comportamento che Seb si aspetterebbe per poter essere più aggressivo, in ingresso e quindi in percorrenza “stretta”, vicino al punto di corda.

Una situazione che, oltre ad ingenerare “preoccupazione” nella guida, porta ad avere un deterioramento anticipato delle gomme stesse con il pericolo di doversela poi vedere con la necessità di effettuare un ulteriore “pit stop” con la sostituzione degli pneumatici e quindi mettere in conto una perdita di 25-30″ a fronte della lunghezza della corsia box.

In queste ore il “pallino” è nelle mani dei “simulatori”, ovvero quei tecnici che mettono nei loro elaboratori tutti i dati conosciuti e li associano con alcune delle modifiche che ne scaturiscono, di volta in volta, per stabilire la situazione di una “gara virtuale”.

Parallelamente al simulatore di guida si cercano di concretizzare queste modifiche e non è escluso che gli stessi piloti, Vettel in particolare, effettuino una sessione di lavoro per avere in prima persona il polso della situazione con i relativi condizionamenti, dopo averne discusso con il russo Kiyat che in questa stagione è al vertice di questa pattuglia ed ha quindi una responsabilità non da poco.

Alla galleria del vento si cercano, inoltre, le soluzioni da legare alla evoluzione tecniche legata all’incremento del passo che su questa monoposto è decisamente maggiore.

All’appello vengono chiamati anche i motoristi per capire quanto si possono attendere dal motore, “omologazione 1″della stagione, per avere un incremento di potenza che non ne metta comunque a repentaglio l’affidabilità.

In questo settore rientrano in gioco i “progettisti” dei carburanti che non hanno più il consistente appoggio  cui si erano abituati nel passato potendo sfruttare la “combustione” di generose quantità di olio lubrificante, all’interno della camera di scoppio per incrementare l’energia termodinamica esprimibile nei pochi millesimi di secondo in cui i posto compie la sua corsa verso il basso e trasferiscono tale potenza alle ruote.

Come si vede la vittoria è accompagnata da una lunga serie di interrogativi cui dare una risposta “breve” tenendo anche presente che nella situazione in essere bisogna mettere un piatto della bilancia, l’assenza di Valtteri Bottas  nella parte alta del schieramento di partenza, per pareggiare il contrasto in gara.