Ferrari Ges: i simulatori protagonisti del lavoro di oggi mentre il programma di assemblaggio e lavoro di pratica delle squadre corse in pista procede alacremente

Maranello: L’unica attività di cui si ha certezza presso il reparto corse della Ferrari è “palesata” dai rombi che si percepiscono mi via Ascari e provengono alle sale prova dei motori. Molto lavoro visto che vi sono da garantire le forniture di 18 motori alle tre squadre che li andranno a montare nel prossimo campionato di F1a partire dal 25 marzo, data del debutto sul circuito di Melbourne.

Sia la SF18H, la Sauber e la Hass monteranno la tipologia del motore del 2018, l’unica differenza potrebbe essere rappresentata dallo scalare degli sviluppo che dopo il motore, con cui si andrà ad iniziare la stagione, potranno apparire sugli altri due esemplari disponibili per ogni monoposto per essere presente e coprire tutti i 21 Gran Premi previsti in calendario.

La tipologia di lavoro è molto ampia a partire dal banco prova tradizionale che è quello che dovrà verificare se ogni sviluppo, oltre che essere una ricerca nell’ incremento delle prestazioni, è affidabile nel tempo e sulla distanza. Poi si transita in vari stadi sino ad arrivare alla verifica ultima, quella in cui tutta la parte meccanica  (power Unit, cambio e differenziale) lavorerà su un banco prova in cui si simuleranno le sollecitazioni cui saranno sottoposte sui tracciati più impegnativi, per ognuna delle proprie caratteristiche.

Alle spalle delle sale prova, verso la struttura della Ges, vi sono poi il  Virtual Garage ed il simulatore, a ragno. Qui sta lavorando il neo acquisto Kvyat che sta ancora effettuando delle valutazioni comparate a fronte di quella che era la modalità di lavoro sviluppata di Red Bull. In questa evoluzione strutturale si cerca di rendere questa simulazione sempre più “vicina” alla realtà della pista. Parallelamente si presentano, in alternanza anche Sebastian Vette e Kimi Raikkonen che prendono visione ed esprimono giudizi sul worcking progress.

Molta attenzione è prestata anche alla posizione del sedile nell’abitacolo per avere la migliore posizione a fronte delle necessità rispetto al baricentro della vettura visto che il corpo del pilota è uno degli elementi che ha la massa più costante ed importante nell’arco di tutta la gara dopo quella di motore, cambio-trasmissione e scocca accessoriata, all’influenza aerodinamica della posizione della testa del pilota nei confronti dell’apparato per l’alimentazione aria del motore ed infine della visibilità globale cui, da quest’anno, si aggiunge la presenza dell’Halo.

Mentre gli ingegneri ed i piloti lavorano in questa direzione nei singoli box di assemblaggio delle monoposto i meccanici, che andranno a comporre le squadre che saranno presenti in pista, in cui sembra vi devano essere delle novità relative ai singoli componenti, prendono confidenza con tutte quelle che sono le operazioni d’intervento su ognuna delle monoposto per rendere snello, veloce e preciso ogni singolo intervento.

Si parte da quello più tradizionale e più “semplice” del cambio gomme che bisogna si dovrà basare a tempi attorno ai 2″ bassi, sino ad arrivare alla realizzazione, ex novo, di una monoposto danneggiata nei tempi utili per consentire al pilota di continuare il lavoro in pista nelle giornate di venerdì e sabato e nei tempi prefissati.