Sepang: la differenza tra causa ed effetto, nella mancata qualifica di Vettel

Sepang L’effetto è davanti agli occhi di tutti. Vettel che parte dall’ultima fila nello schieramento dell’ultimo G.P. di Malesia perché alla sua “Gina” è mancata per due volte oggi l’affidabilità. La Ferrari ha deciso di omologare un pacchetto completo di apparati tecnici, elettronici ed elettrici a Chilometro zero. Montando questo pacchetto di componenti, completamente nuovi, si sarebbe dovuta pagare una penalità piuttosto pesante in futuro mentre oggi la stessa non incide sullo schieramento di partenza perché più ultimo di così Vettel non potrebbe essere. L’operazione,invece, ha un lato positivo: la Ferrari ha omologato per le prossime 5 gare una buona riserva di pezzi di ricambio che, se dovesse essere necessario montare nelle prossime 5 gare, non porterebbe all’applicazione di alcuna penalità. La cosa più importante è però trovare la causa dell’effetto, per avere la possibilità di trovare la soluzione al problema, troppo simile nelle due occasioni così differenti tra di loro da portare a pensare “male”. Non andiamo oltre e non andiamo a rivangare passate situazioni piuttosto spiacevoli.

Una cosa è certa bisogna incrementare il livello dei controlli di qualità nel montaggio finale delle componenti sulla monoposto in quanto non è possibile e concepibile che qualcosa di “anomalo” abbia superato i controlli a Maranello, nella scelta delle singole componenti da portare al montaggio e poi nella fase di “rodaggio” di 50 km. effettuato al banco prova. In effetti sentir dire che l’aria compressa da una turbina non arriva al motore termodinamico ha dello strano. Questa aria potrebbe essere di nuovo liberata in atmosfera per un funzionamento anomalo delle Westgate o di qualcosa che nel tragitto risulta essere “intasato”. Si parla di un problema elettrico e questo porterebbe a  pensare che vi sia stato un blocco nel sistema che gestisce le valvole a farfalla che danno l’accesso dell’aria nel condotto d’alimentazione quando la stessa si deve miscelare con il combustibile e con quella percentuale di olio motore che è possibile bruciare ogni 100 km. peggio ancora una mancanza di pressione nel sistema pneumatico che comanda le valvole vere e proprie, in testata, lasciandole chiuse. La monoposto è rientrata entrambe le volte ai box,  per cui un minimo di processo termodinamico nei cilindri vi è stato. Le nuove unità termiche la 4 e la 5, omologate oggi, sono differenti rispetto  all’unità 3 in quanto hanno un consumo di olio motore, da bruciare in camera di combustione, limitato a soli 0,9 litri  ogni 100km. ovvero poco meno di 2,9 litri a gara. Se le stesse fossero state omologate prima di Monza potevano godere del limite precedenti superiore di quasi 1 litro. Ultima opzione: in Ferrari potrebbero optare per una partenza di Vettel dai box per far si che lui possa evitare eventuali ammucchiate alla prima curva. Opzione che consente di poter lavorare oltre i limiti consentiti dal regime di parco chiuso che vige dopo le qualifiche.