Ferrari: Sergio Marchionne è arrivato a Zeltweg per controllare di persona la situazione per far capire a tutti che lui Presidente nella Ferrari ci crede e vuole molto

Zeltweg: Sergio Marchionne è arrivato di prima mattina a Zeltweg per controllare di persona l’operatività della squadra. Tutta indistintamente, dai  collaboratori della sicurezza presso tutte le attrezzature della Ferrari presenti nel paddock ,  ai meccanici, i tecnici ed infine i piloti. La sua presenza deve essere interpretata da un punto di vista positivo, dare il proprio supporto alla squadra facendo capire che non è solo un Presidente di carica, ma per dare la carica. Questa gara è oltremodo importante in quanto si potrebbero definire gli scenari futuri. per il prossimo ed i prossimi anni. Oggi pomeriggio nessuno può, ne deve sbagliare. La situazione è quanto mai vantaggiosa ma nello stesso tempo la stessa non deve creare delle aspettative che vadano oltre l’alea delle corse che è sempre in agguato. Casualmente Marchionne ha incrociato all’ingresso del paddock Jean Todt. I due si sono scambiate un paio di battute a bassa voce e facendo molta attenzione ad essere abbastanza isolati dalle orecchie d’elefante dei rappresentanti della stampa e a non farsi inquadrare direttamente da telecamere per non correre il rischio della traduzione del “labiale”. Dalla stretta di mano e dai “sorrisi” verrebbe da pensare che entrambi si siano trovati d’accordo su tutto ed abbiano aperto una pagina bianca tutta da scrivere. Non si deve escludere che Marchione, Arrivabene, Binotto ed i due piloti abbiano avuto un meeting molto aperto per fare il punto sulla situazione, della gara appunto e sul tema contratti. Uno scambio di opinioni definitivo. La posizione dei due piloti, sulla griglia di partenza impone lo sfruttamento della situazione partendo anche da quelle che sono le strategie che propongono i tecnici con  dati raccolti sul tracciato, mentre gli ultimi suggerimenti continuano ad arrivare dal simulatore di Maranello e dal Virtual Garage posto nella stessa palazzina e dove si inseriscono  progressivamente le possibili variabili delle temperature ambiente e dell’asfalto in funzione delle informazioni che arrivano in diretta dalla Storia. La decisione relativa al primo pit stop potrebbe essere quella che fa la differenza tra il poter vincere o il doversi accontentare. Accontentare che oggi non paga certo per Marchionne, anche per staccare definitivamente con le polemiche che si trascinano da Baku e che corrono il rischio di riemergere, dall’oblio, ad ogni piè sospinto, una vittoria di Vettel “qualificante” sarebbe il minimo necessario. Marchionne avrà avuto anche parole per Raikkonen che oggi sta assumendo una importanza globale. Gli avrà chiarito che vuole da lui una prestazione “monegasca” non una di quelle di inizio stagione.