F1: L’ Osterreichring con Red Bull ha messo le ali

Una volta lo si chiamava Osterreichring, oggi si chiama Red Bull Ring, in omaggio alla ditta che lo ha fatto rinascere. Era un appuntamento storico per gli appassionati italiani di F.1 che monopolizzavano la tendopoli al suo ingresso, in quanto la data del Gran Premio era legata al centro delle ferie estive ed all’organizzazione a 7 giorni di distanza del G.P. di Budapest o di Germania.  Il nuovo tracciato è la sintesi della migliore tecnologia per quanto concerne il manto d’asfalto, rifatto l’anno passato. In ragione di ciò sono le tre mescole più morbide nella gamma 2017 della F.1, ad essere disponibili. Oltre alla caratteristica dettata dalla elevata velocità media sul giro  è un tracciato vecchia maniera e si può vedere quasi interamente dalla sua parte più alta.  La scelta della tipologia di pneumatici e la loro modalità temporale, in gara, di utilizzazione alternata d’obbligo deve tener conto di ciò. Anche la tipologia planimetrica ed i suoi saliscendi non sono da sottovalutare in particolare per alcune difficili frenate in salita, facili ad indurre i piloti all’errore. Quale sarà la tipologia e la successione del pit stop?. Bella domanda oggi che le squadre sono in partenza, cui si potrà dare risposta solo dopo le prove libere e le qualifiche. Di norma il tracciato consente di avere una certa flessibilità nella scelta della strategia. Qui  trazione e frenata sono più determinanti a fronte dei  carichi che in curva gravano sul battistrada.