Sperpero! Spesi centinaia di migliaia di euro per una pista ciclabile che gli stessi ciclisti reputano inutile mettendo a rischio la patente degli automobilisti

L’immagine mi sembra che non lasci nulla all’immaginazione. Sono riuscito ad evitare il ciclista che sembrava impegnato nella volata finale per la conquista della maglia rosa al Giro, non quello di’Italia, ma quello di via Emilia est, angolo via Sabatini, contromano ed andando poi ad attraversare sul pedonale, non sulla ciclabile che è dall’altra parte della strada, pedalando di tutta lena. Il suo comportamento fa pensare che l’ ammontare degli oltre 500 mila €, spesi per la realizzazione della pista ciclabile di via Emilia Est tra via S.Giovanni Bosco e l’incrocio con Ciro Menotti / v.le Trento Trieste sia stato uno sperpero inutile di denaro pubblico. Un lavoro complesso che ha notevolmente ristretto la carreggiata a disposizione di autobus ed automobili che, già oggi in estate con un traffico ridotto, è oggetto di un collasso di rallentamenti e file che non osiamo immaginare come saranno nella stagione invernale. Sono stati ridotti i posti macchina per il parcheggio, in particolare davanti alla sede dell’ACI Modena, Ente di funzione pubblica e da cui non mi sembra si siano sentite lamentele. Parallelamente non è stato anche concesso il rinnovo della esposizione della tabella a bandiera ad indicare la sede.  50 metri più avanti la tabella che indica uno noto locale notturno che è chiuso da almeno 5 anni è ancora in bella vista al suo posto. Sembra la si debba interpretare come è il livello  della considerazione che ha l’amministrazione pubblica dell’ACI Modena. La tabella del night forse viene concepita come reperto della storia cittadina. Sono stati aumentati  gli attraversamenti  pedonali, puntualmente disattesi nel loro utilizzo, sono state rese più difficoltose le svolte dalle strade laterali per immettersi in Via Emilia con manufatti che hanno solo lo scopo di intralciare le stesse. Per non parlare poi di quella sorta di lastricato realizzato all’altezza della fermata del servizio pubblico, con una panchina ad uso bivacco notturno dei “diseredati” che si protende verso il centro strada.  Nello stesso tempo questo lastricato non è stato realizzato, in altezza, in modo tale da favorire salita e discesa dai mezzi stessi. Quindi totalmente inutile. Non me lo vengano a definire come arredo urbano.