Alla GES Ferrari si analizzano quei giri veloci della “Gina” con le gomme usate

Maranello: Sarà solo l’analisi dei dati raccolti tramite la telemetria sul comportamento giro per giro delle due SF70H che potrà far capire appieno cosa è successo in casa Ferrari nello svolgersi dei Pit Stop che hanno consentito il sorpasso di Sebastian Vettel  a Kimi Raikkonen. Un’analisi comparata che potrà riportare una sorta di sereno in squadra perché la delusione del finlandese è umanamente comprensibile. Da domani si riparte poi con il simulatore e forse si cercherà un ulteriore conferma delle risultanze in pista per poterle poi trasferire sul programma Canada che deve essere quanto mai veloce visto che le monoposto devono essere spedite venerdì 2 giugno e pertanto tra rialzo e montaggio degli sviluppi vi sono disponibili solo 4 giorni di lavoro in reparto. Al reparto motori invece i banchi prova lavorano incessantemente, quasi giorno e notte. Da analizzare in modo approfondito ci sarà la serie di giri tra il 34 ed il 39 in cui il pilota tedesco ha ritardato il suo rientro ai box ed ha visto la “Gina”andare come un fulmine . Giri molto veloci che lo hanno portato a fissare in 1’15″238 il suo record con le gomme che avevano sulle spalle 38 giri del percorso mentre Raikkonen il giro veloce lo ha fatto al 39° passaggio dopo il suo pit stop,  con gomme che avevano appena 5 giri di affaticamento in 1’15″527. Raikkonen è stato più lento di Vettel, in assoluto, di 249 millesimi. Entrambi però sono stati poi beffati da Perez che è risultato il recordman sul giro in gara nel 72° passaggio  con un vantaggio di 418 millesimi sul tempo di Vettel e di oltre 1” sulla migliore prestazione di Hamilton che è risultato più veloce di Bottas fermo ad 1″6 da Perez. Il tanto discusso gioco di squadra a favore di Vettel se vi è stato è più che comprensibile, fermo restando che in pista ad andare veloce, più veloce, è stato comunque lui in quei 4 giri. Un risultato tecnico e prestazione, che la Ferrari deve analizzare per capire se in precedenza il tedesco abbia mantenuto un andatura prudenziale o se effettivamente è successo qualcosa di positivo, da scoprire, che gli ha consentito queste prestazioni velocisti. Perché da scoprire? Perché come vi possa essere stato un fattore inaspettato positivo, bisogna capire l’arcano per impedire che, invece, non si inneschi un fattore, sempre inaspettato, ma negativo nel rapporto monoposto pneumatici in futuro . Anche i dati che i gommisti trasferiranno in Ferrari  saranno molto importati. Se nella doppietta Ferrari il risultato fosse stato a ruoli inverti, non sarebbe cambiato nulla per la classifica costruttori. Ferrari sempre in testa con 196 punti, Mercedes a 179 e Red Bull 97. Sarebbe cambiata e di molto la classifica piloti. Cambiata solo nei punteggi, vantaggi e svantaggi in punti, ma non nelle posizioni. Vettel sempre al comando della classifica iridata, avrebbe avuto solo 122 punti, quindi 18 punti di vantaggio su Hamilton, praticamente il punteggio di un secondo posto a confronto dei 25 attuali che corrispondono al vantaggio di una vittoria. Raikkonen sarebbe salito a 74 punti sempre 4° e sempre alle spalle di Bottas. Il campionato non è finito, anzi entra in un vortice di gare, sino alla fine di luglio, in cui si alternano tipologie di circuiti differenti, veloci e medio lenti, ma meno estremi di Montecarlo. 14 gare da disputare, più di 4200 chilometri di soli G.P. cui aggiungere prove e qualifiche, per temperature che possono salire alle stelle, alternate a situazione di piovaschi violenti.