Vettel a Sochi: non c’è il due senza il tre. Rosso con rosso ma la stella oggi è grigia

Maranello: Tutti i componenti della squadra destinata alla trasferta in Russia per il G.P. di fine settimana, sono in partenza da Maranello. L’appuntamento è quanto mai importante perché si cercano le conferme in pista e per al durata di una intera gara, ad alcuni piccoli dubbi di affidabilità che sono sorti, sulla SF70H, in presenza del caldo torrido del Bahrain. Stando alle analisi effettuate al reparto corse sia nell’analisi dei dati raccolti, sia “de visu” sui singoli componenti del motore di Raikkonen, sembra che siano statevtrovate le risposte aspettate e nello stesso tempo trovati anche i rimedi necessari, in particolare per quanto riguarda la parte più calda della stagione di F.1. L’appuntamento di domenica è importante perché sia i tifosi, sia la Ferrari stessa si attendono delle risposte concrete ai risultati ottenuti, in particolare per l’ultima vittoria. Particolare attenzione è rivolta a quella parte del progetto, che risulta essere molto innovativa rispetto al passato, e che coinvolge l’utilizzo delle parti della carrozzeria in composito, per far si che le stesse siano attive nella vita della monoposto e non abbiano solo delle particolarità “estetico – funzionali” esteriori. Vettel è quanto mai carico anche per il doppio impegno di sviluppo tecnico cui è stato chiamato, affiancato da Giovinazzi, all’inizio della scorsa settimana. L’essere parte integrante della monoposto, consente ad un pilota di acquisire sempre più feeling e creare una simbiosi che può portare più in alto l’asticella delle prestazioni ottenibili con quanto si ha a disposizione, fermo restando che ciò consente anche di amalgamare lo sviluppo costante e progressivo sui piccoli, ma sempre molto importanti, componenti in attesa di step più concreti e complessi. In Ferrari hanno capito che, non solo, bisogna essere al posto giusto nel momento giusto, ma bisogna arrivare ad innescare e provocare questo momento giusto, quando pilota meccanici e squadra lo ritengono opportuno. L’ultimo risultato, in particolare, farà si che la Mercedes debba uscire allo scoperto, accelerare la presenza in pista delle ultime novità predisposte, per sviluppare una monoposto che è caratterizzata dalle scelte tecniche, passo allungato rispetto al passato, che sembrano essere un pò controcorrente a fronte della concorrenza e che per ora non hanno messo in luce il vantaggio atteso. Oggetto del desiderio, sia in casa Ferrari, sia in Mercedes, è cominciare una ricerca relativa all’alleggerimento della monoposto fermo restando lo stesso standard minimo di affidabilità, vedasi certi cedimenti strutturali su componenti aerodinamici come la T-wing, sulla W08. Per la Ferrari l’alleggerimento ha una ben precisa finalità: per poter avere un più ampio diagramma di scelta per quanto riguarda la distribuzione delle zavorre obbligatorie per raggiungere il peso minimo con pilota a bordo posizionandole in punti strategici per ottenere un bilanciamento che consenta di avere il massimo rispetto degli pneumatici e poter contare di avere a disposizione un programma di giri da effettuare,maggiore per ogni stint d’utilizzo per ogni specifica montata al momento. Per la Mercedes l’operazione ha l’obiettivo per rientrare entro il peso minimo che oggi sembra essere, se non una chimera, almeno una impegnativa “esercitazione” tecnica e di costruzione dei singoli componenti.