La SF70H patisce il caldo? Ancora una lunga sosta ai box che ha limitato i giri totali percorsi

Al termine delle due giornate di prove programmate sul circuito del Bahrain all’indomani del G.P. dominato, Sebastian Vettel non ha potuto fare meglio di ridurre il suo inseguimento “cronometrico” alla Mercedes di Bottas  a poco più di 2,6 decimi di ritardo. Un distacco che ci sta tutto perché è impossibile sapere quale erano le “differenze” tecniche del lavoro programmato ed in quali condizioni si sono svolti i giri più veloci. Una cosa invece può preoccupare: la SF70H potrebbe temere il troppo caldo. Questo nonostante la carrozzeria, sul posteriore, sia stata allargata per facilitare il deflusso dell’aria che è passata attraverso i radiatori e la parte più calda della monoposto. In entrambe le giornate, di presenza in pista, la monoposto di Vettel è rimasta a lungo ferma ai box per essere sottoposta ai dei controlli dopo che alcuni allarmi erano stati segnalati dai singoli sensori di funzionalità sui computer dei tecnici presenti ai box. Due le opportunità: il controllo di tutto quanto presente in zona motore-cambio, sembra in particolare sull’apparato idraulico, o la volontà di montare qualcosa di evoluto. Più efficiente, più leggero. Alla resa dei conti Vettel ha percorso poco più della lunghezza di un G.P. in giornata mentre Bottas di giri ne ha compiuti più del doppio e più veloci, pur patendo un problema al sistema di gestione ettro-idraulica dello sterzo. Ora c’è appena il tempo per una toccata e fuga a Maranello per raggiungere l’appuntamento di fine mese per il 4° appuntamento della stagione. Il tempo strettamente necessario per rialzare le vetture e per analizzare il modo compiuto le cause dei problemi che si sono palesati a limitare l’affidabilità che la SF70H aveva manifestato al debutto nei test pre campionato. Il fattore caldo, veramente torrido in questi test svolti in giornata e non alla sera come la gara, potrebbe essere un elemento variabile da analizzare e gestire in modo determinato per trovarsi ad avere delle sorprese nel prossimo futuro.