SICUREZZA STRADALE: Come ridurre la mortalità negli incidenti con un solo veicolo coivolto

Sono quasi 7.300 i morti che nel 2015 sono rimasti coinvolti in incidenti “singoli”. Un buon 60% si è registrato su strade extraurbane, con giovani di età compresa tra i18-24 anni.

Anche in questo settori l’Italia “eccelle” in negativo con una diminuzione della mortalità inferiore alla media in Europa. Per recuperare bisogna  rivedere gli standard minimi di sicurezza dei veicoli nuovi, rendere obbligatori sistemi di limitazione della velocità, ed avere vetture dotate di frenata autonoma di emergenza e avviso per il mancato uso delle cinture di sicurezza.

I dati emergono da uno studio  European Transport Safety Council che ha analizzato questa tipologia di incidenti e come prevenirli.

In Italia oltre alla longevità dei veicoli quindi con scarsa tecnologia di sicurezza bisogna applicare con Urgenza la Direttiva di gestione della sicurezza delle infrastrutture, recepita in Italia con decreto legislativo 35/2011.

Oggi esistono programmi di Road assessment che forniscono un valido contributo al miglioramento delle infrastrutture in alcuni Paesi europei e che l’Automobile Club d’Italia sta cercando di diffondere anche nel nostro Paese.

Tra questi:

Eliminare tutti gli ostacoli rimovibili dal margine della sede stradale delle principali strade extraurbane e delle autostrade o installare barriere di sicurezza laddove tali ostacoli non possano essere rimossi;

Condurre approfondite analisi investigative su campioni rappresentativi di incidenti all’origine di decessi o feriti gravi, al fine di identificare possibili misure di miglioramento delle banchine stradali;

Introdurre sistemi graduali di rilascio della patente di guida per ridurre gli alti rischi connessi ai conducenti neo-patentati;

Migliorare le norme sul rispetto dei limiti di velocità sulle strade extraurbane e sulle autostrade, sull’utilizzo delle cinture di sicurezza e del casco e quelle concernenti la guida in stato di ebbrezza e la distrazione al volante.